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Il Comune scuce i dati sulle cave col contagocce: la nostra riserva di pazienza è finita

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Il Comune mette in dubbio i dati che lui stesso ci ha fornito

Quando, a gennaio, abbiamo divulgato i dati sui quantitativi estratti dalle cave nel 2005, mostrando la drammaticità della situazione (82,9% di detriti e solo 17,1% di blocchi), molti rappresentanti dell’Amministrazione si affrettarono a dire che non erano rappresentativi, che si trattava di un’anomalia temporanea dovuta a lavori di bonifica delle cave.

Nei giorni scorsi, divulgando i dati del 2006 (quasi identici al 2005, salvo l’aumento dei quantitativi estratti) abbiamo mostrato non solo che l’abnorme percentuale di detriti era la regola (non l’eccezione), ma anzi che dal 2001 al 2006 la percentuale di detriti era aumentata dal 78,4% all’82,8%.

 

Per nascondere la realtà il Comune ci fornisce intenzionalmente solo dati parziali

Tuttavia non abbiamo potuto verificare l’andamento negli anni cava per cava poiché il Comune per gli anni 2001-2004 ci ha fornito solo i dati globali e, per il 2005 e 2006, ha assegnato alle cave una numerazione che non consente di identificare la stessa cava da un anno all’altro.

Non siamo perciò ancora in grado, ad esempio, di dire che una data cava produce da ben sei anni oltre il 90% di detriti, il che rappresenterebbe una grave violazione del regolamento degli agri marmiferi, non solo da parte della cava stessa, ma ancor prima da parte dell’ufficio marmo comunale che l’ha consentita.

 

Negando i dati il Comune viola la legge: un atto illegale per coprire l’illegalità alle cave

Insomma, sebbene la legge imponga al comune di consegnare i dati entro 30 giorni e nonostante l’esplicito pronunciamento del difensore civico, ad ormai quasi un anno dalla nostra richiesta l’Ufficio marmo scuce i dati col contagocce e in modo da impedirci di verificare l’esistenza di comportamenti illegali.

 

Nel caso di ulteriori dilazioni procederemo alla denuncia alla magistratura

Considerato che tale comportamento dilatorio configura una palese omissione di atti d’ufficio, nel sollecitare la consegna dei dati mancanti, Legambiente ha informato il sindaco e il responsabile dell’Ufficio marmo che, nel caso di ulteriori dilazioni o di ulteriori consegne parziali di dati (ad es. prive della possibilità di identificare la stessa cava nel corso degli anni), procederà senza ulteriori preavvisi alla denuncia alla magistratura ordinaria.

Va considerato che Legambiente è un’associazione che rappresenta interessi diffusi dei cittadini e, nello specifico, la tutela del­l’am­biente, delle nostre montagne, delle sorgenti che approvvigionano la città d’acqua potabile (minacciate dalle attività di cava), nonché della salute dei cittadini (ad es. dalle polveri sottili-PM10 derivanti dal traffico pesante del marmo).

 

Negare i dati è un impedimento a tutelare la salute, le risorse, la legalità

Caratteristica dell’associazione è “l’ambientalismo scientifico”; in altre parole, per questa azione di tutela, Legambiente non si basa su opinioni, ma su dati reali: da ciò l’assoluta importanza di disporre di dati affidabili.

La mancata consegna dei dati richiesti non sarebbe dunque solo un impedimento a svolgere la nostra attività ma, di conseguenza, un impedimento a tutelare la salute dei cittadini, le risorse idropotabili e la stessa legalità; perciò, oltre al­l’omissione di atti d’ufficio, si configurerebbe come un comportamento che si traduce in un danno alla salute dei cittadini, alle loro risorse ambientali e alla stessa legalità.

Riteniamo di aver pienamente interpretato il sentimento dei cittadini annunciando che, in nome della tutela della loro salute e delle loro risorse, la nostra pur abbondante riserva di pazienza è ormai esaurita.

Carrara, 5 marzo 2007
Legambiente Carrara

 



Per saperne di più:

Sulla tenace resistenza del Comune, in violazione della legge, a consegnare i dati sulle cave:

Al sindaco e a Marisaldi la maglia nera per la trasparenza  (24/5/2007)

Commissione cave: le associazioni chiedono a Vannucci i dati sulle cave  (15/5/2007)

Bavaglio e dati nascosti: Vannucci vuole una commissione cave di burattini  (20/4/2007)

Cave, camion, sorgenti: vogliamo vederci chiaro  (12/4/2007)

Vannucci vuole mettere il bavaglio alla Commissione cave: chi ha paura della verità?  (3/4/2007)

La pazienza è finita: esposto alla Procura della Repubblica per mancata consegna dei dati sulle cave  (3/4/2007)

Consegna dati sulle cave: l’ennesima risposta evasiva del Comune  (22/3/2007)

Ultimo avviso al Comune, prima della denuncia alla magistratura, per la mancata consegna dei dati sulle cave  (27/2/2007)

Dopo quasi un anno il Comune consegna solo dati parziali sulle cave  (9/2/2007)

Il Comune preannuncia la consegna dei dati sulle cave  (26/1/2007)

La rapina delle cave: l’assessore al marmo, Vannucci, non crede ai dati che ci ha fornito  (6/1/2007)

Finalmente il Comune consegna i dati 2005 sulle cave: e gli altri anni?  (3/1/2007)

Dopo il pronunciamento del difensore civico: adesso il Comune ci consegni i dati sulle cave!  (20/11/2006)

Il difensore civico dà ragione a Legambiente. Il Comune deve consegnare i dati sulle cave  (15/11/2006)

Il Comune nega i dati sulle cave. Legambiente ricorre al difensore civico  (5/9/2006)

Marisaldi nega i dati sulle cave. Legambiente chiede al sindaco provvedimenti disciplinari  (19/8/2006)

Richiesta accesso ai dati sulle cave: Legambiente diffida il Comune  (4/8/2006)

Legambiente chiede al Comune i dati dei quantitativi escavati da ciascuna cava  (29/4/2006)

 


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