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Basta al consumo del litorale: ospitare il porto turistico all’interno di quello commerciale

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In questi ultimi mesi sono stati presentati vari progetti per la costruzione di un porto turistico a Marina di Carrara. Tutti i progetti prevedono la cementificazione di un ampio spazio di territorio costiero e vanno ad aggiungersi alla già esistente struttura portuale, riprendendo, nelle linee generali, un progetto già presentato e bocciato nel 2001 dalla valutazione di impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente.
Pertanto i Circoli di Carrara, Massa Montignoso, Versilia e Lunigiana concordemente evidenziano le seguenti problematiche.


Rischio idraulico e idrogeologico

Tutti i progetti proposti sono incompatibili con la salvaguardia dal rischio idraulico ed idrogeologico, aggravano le condizioni critiche e di pericolo alla foce del Carrione e dunque espongono il territorio ad un elevato rischio alluvionale, con particolare riguardo per i territori di Nazzano,  Avenza, Marina di Carrara est in Comune di Carrara e quelli in località Partaccia in Comune di Massa.


Erosione costiera

È dimostrato da tutti gli studi fatti (compresi quelli per alcuni dei progetti presentati) che i fenomeni di alterazione delle dinamiche costiere su tutto il litorale apuano (sia a nord che e a sud del porto), generati a suo tempo dalla costruzione dell’attuale porto commerciale, resterebbero in atto, dunque sussistono fondati motivi per ritenere che si possano innescare situazioni di ulteriore accentuazione ed amplificazione  dell’erosione sui tratti di costa a sud, nel comune di Massa con progressiva estensione verso il comune di Forte dei Marmi.


Impatto da traffico indotto

La fascia costiera antistante al porto turistico di progetto, dotata di viabilità già oggi insufficiente e intensamente trafficata nel periodo estivo (per la notevole concentrazione di bagni e campeggi), non potrebbe in alcun modo sopportare l’ulteriore congestione che deriverebbe dal consistente incremento del traffico veicolare.


Impatto sulle attività balneari

Qualsivoglia progetto di porto turistico scelto andrebbe ad occupare materialmente aree oggi destinate e destinabili alla fruizione turistica balneare ed in parte già effettivamente utilizzate da attività  balneari, regolarmente insediate sul territorio.
Inoltre sussiste il rischio concreto di un decadimento della qualità delle acque per la balneazione conseguente all’incremento delle strutture portuali, il che eserciterebbe un ulteriore impatto negativo sull’economia delle limitrofe attività balneari.


Cementificazione della fascia costiera

È facilmente prevedibile come un nuovo porto turistico, delle dimensioni previste nei progetti in discussione, induca nella fascia costiera antistante e circostante una massiccia cementificazione (strutture turistico-ricettive, negozi, nuove residenze, servizi alla nautica, ecc.).
Merita sottolineare che tale cementificazione andrebbe a colpire un territorio ad oggi abbastanza preservato e di elevato pregio ambientale, soprattutto per le retrostanti aree di Villa Ceci e della pineta Sarteschi.


Sottrazione di aree alla fruibilità pubblica

Con la costruzione del porto turistico nell’area proposta (ossia tra le foci del torrente Carrione e del canale Lavello) verrebbe sottratto alla fruizione dei cittadini l’ultimo affaccio al mare libero da edificazioni, che potrebbe costituire, una volta riqualificato (passeggiata a mare, come da specifica proposta avanzata dalla nostra associazione), un’area  di grande valenza turistico-ricreativa per l’intera cittadinanza e, di non secondaria importanza, un’area di mitigazione/compensazione ambientale dell’esistente porto.


Conclusioni

Tenuto conto di tutte queste considerazioni i Circoli di Carrara, Massa Montignoso, Versilia e Lunigiana esprimono la loro netta contrarietà alla realizzazione di qualsivoglia porto turistico che vada ad aggiungersi e ad ampliare l’esistente porto commerciale.
Considerato, inoltre, il fatto che il porto commerciale è attualmente sotto utilizzato e può necessitare di una riorganizzazione multifunzionale per la stessa sussistenza economica dell’infrastruttura, i Circoli di Carrara, Massa Montignoso, Versilia e Lunigiana propongono una riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi esistenti all’interno dell’attuale porto in modo che, mantenendo a commerciale la parte necessaria per il trasporto dei prodotti locali (lapidei, Nuova Pignone), si possa riqualificare il resto per la funzione turistica.

Carrara, 13 dicembre 2010
Legambiente Carrara, Massa-Montignoso, Versilia, Lunigiana

 



Per saperne di più:

Sul porto commerciale e turistico e sul water front:

Porto turistico: le osservazioni al progetto Caltagirone (19/9/2010)

Dal processo partecipativo sul water front: una lezione di democrazia (19/7/2010)

Il percorso partecipativo sul water front promosso da AmareMarina: quale futuro per il fronte mare? (30/6/2010)

Porto turistico: un protocollo d’intesa nell’interesse di chi o a favore di che cosa? (3/1/2010)

Le manovre per l’ampliamento del porto. Le associazioni scrivono al Ministro dell’Ambiente (13/1/2007)

Legambiente nazionale chiede al Ministero dell’Ambiente di partecipare al tavolo tecnico sul porto (4/8/2006)

 


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