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I miracoli del “modello toscano”: ripascere le spiagge con sabbie portuali inquinate

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Nelle sue recenti dichiarazioni a Carrara la sottosegretaria Silvia Velo ha elogiato il “modello toscano” per il ripascimento dei litorali con sabbie provenienti dai dragaggi portuali, fondato su «un’idea di economia circolare che deve essere la nostra prospettiva».

Ha poi spiegato che con il passaggio dallo Stato alla Regione (da SIN a SIR) dei siti inquinati da bonificare, la Toscana sta introducendo una nuova normativa, di prossima approvazione, che semplificherà molto il ripascimento del litorale con le sabbie dragate dai porti: anziché applicare il metodo tabellare per classificare le sabbie dragate, si userà il metodo ponderale con l’analisi di rischio.

Poiché la sottosegretaria non ha chiarito le virtù del nuovo metodo, la aiutiamo noi, spiegandolo in parole povere. Fino a ieri una sabbia di dragaggio inquinata che superava il limite di legge riportato in un’apposita tabella (da cui “metodo tabellare”) per un dato parametro (ad es. mercurio) non poteva essere usata per il ripascimento delle spiagge; da domani, col nuovo metodo, potrà essere utilizzata impunemente.

Abbiamo già spiegato in maniera dettagliata i trucchi del nuovo metodo nel nostro documento Dragaggio del porto e ripascimento: come si ripuliscono le sabbie inquinate; oggi pertanto ci limitiamo a semplificarli in estrema sintesi.

Le virtù del “metodo ponderale” stanno nel fare una media ponderata dei livelli di tutti gli inquinanti: così, facendo la media tra un elevato inquinamento da mercurio e bassi livelli di un’altra decina di inquinanti, la sabbia risulterà complessivamente poco inquinata. Tutto qui. Va riconosciuto che il metodo ponderale, combinando semplicità e genialità, è davvero un miracoloso “disinquinante matematico”.

Tradotta in soldoni, dunque, l’ottica dell’«economia circolare» lodata dalla Velo significa semplicemente: basta col pignoleggiare sui superamenti di uno o pochi inquinanti; possiamo risparmiare un sacco di soldi realizzando una bella “economia” facendo “circolare” le sabbie inquinate nel proprio litorale.

Ringraziamo comunque la Velo per il sorriso che ci ha regalato col suo splendido lapsus, quando ha detto che «Carrara è il porto in cui si sta provando di vedere se ci sono le condizioni per usare le sabbie dragate pulite per il ripascimento delle spiagge della Versilia»: infatti, tenuto conto che non si vede perché mai i ripascimenti con sabbie pulite dovrebbero comportare problemi, la frase si spiega solo con la sua consapevolezza che stava parlando di sabbie sporche.

Non resta infine che congratularsi per la stretta sintonia tra governo e regione sull’innovativa concezione di tutela della qualità dei litorali: le autorità portuali ne saranno entusiaste; quanto a cittadini, turisti e operatori balneari, basterà fugare ogni dubbio rassicurandoli che è stata applicata la normativa più moderna e innovativa.

Carrara, 18 dicembre 2015
Legambiente Carrara
 



Per saperne di più:

Sul porto commerciale e turistico, water front, dragaggi, ripascimenti:

Dragaggio del porto e ripascimento: come si ripuliscono le sabbie inquinate (12/9/2015)

Piano Regolatore Portuale: sogni di grandezza e principio di realtà  (17/8/2015)

Basta al consumo del litorale: ospitare il porto turistico all’interno di quello commerciale (13/12/2010)

Porto turistico: le osservazioni al progetto Caltagirone (19/9/2010)

Dal processo partecipativo sul water front: una lezione di democrazia (19/7/2010)

Il percorso partecipativo sul water front promosso da AmareMarina: quale futuro per il fronte mare? (30/6/2010)

Porto turistico: un protocollo d’intesa nell’interesse di chi o a favore di che cosa? (3/1/2010)

Le manovre per l’ampliamento del porto. Le associazioni scrivono al Ministro dell’Ambiente (13/1/2007)

Legambiente nazionale chiede al Ministero dell’Ambiente di partecipare al tavolo tecnico sul porto (4/8/2006)

 

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