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Strada nell’area Ceci: altri guai in vista

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Manifestazione davanti all’ingresso della strada “provvisoria” dell’area Ceci (La Nazione, 18/12/2015).

 

In Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio

Dopo l’alluvione del novembre 2014, la Provincia, sollecitata dal Comune, si è fatta carico della realizzazione di una strada “provvisoria” che dal viale XX Settembre, attraversando Villa Ceci, porta alle aziende del marmo di via argine destro, raggiungibili con difficoltà (solo da Marina) dopo il crollo dell’argine del Carrione e la chiusura della strada attigua. Per favorire la ripresa di aziende duramente colpite dall’alluvione assumemmo allora una posizione responsabile, limitandoci a chiedere garanzie sulla temporaneità della strada e sull’accurato ripristino delle condizioni del suolo.

Adesso apprendiamo che, date le giuste proteste dei cittadini “assediati” dalle polveri generate dal transito dei camion, il comune intende procedere al rivestimento di quella strada con un manto di resina per abbattere le polveri. A questo intento esprimiamo la più netta opposizione, considerando pretestuose e prive di credibilità le argomentazioni dell’Amministrazione.

 

L’amministrazione si è intenerita per le polveri? Chi può crederci?

Tutti ricordano che per anni l’amministrazione comunale ha minimizzato il problema delle polveri sottili generate dalle centinaia di camion del marmo che quotidianamente attraversavano la città attanagliando migliaia di cittadini, ha cercato di truccare i dati della centralina lavando forsennatamente il breve tratto di strada nella quale era collocata e ha violato non solo la propria ordinanza sulla giornata di fermo camion dopo tre superamenti del limite di legge (costringendoci a portarla in tribunale) ma anche la stessa ordinanza del tribunale.

Le premure dell’amministrazione, che si sarebbe intenerita per le polveri che affliggono qualche decina di residenti, sono dunque assolutamente prive di credibilità e sollevano pertanto seri dubbi anche sulla “provvisorietà” della strada stessa. Infatti, più la strada sarà strutturalmente consolidata e resa comoda e facilmente transitabile, meno appare probabile che essa sarà smantellata, come il comune si era impegnato a fare, quando l’argine sarà ricostruito.

Anche la scelta di consolidarla con resine suscita perplessità, soprattutto visti i risultati della brillante sperimentazione fatta sul marciapiede di via Verdi. Siamo sicuri che le resine non inquineranno il suolo? Siamo sicuri che non aumenterà il sollevamento di polveri, grazie alla maggior velocità dei camion (consentita dal fondo compatto) e all’incremento del traffico dei mezzi di cantiere per la realizzazione del nuovo argine? Siamo sicuri che i residenti, oltre alle polveri, non si troveranno anche a sopportare i miasmi prodotti dalle resine, come è successo agli abitanti di via Verdi?

 

Servizi alle imprese: dobbiamo pagarli sempre noi?

C’è poi l’aspetto economico. La strada è stata costruita dalla provincia con i denari di noi cittadini; sempre noi pagheremmo i 38.000 euro per il nuovo manto stradale (il costo, alla fine, dovrebbe essere rimborsato dalla Regione cioè ancora da noi); ci risulta inoltre che il costo della vigilanza all’ingresso della strada, su viale XX Settembre, sia sempre a carico della collettività.

Insomma, quanto ci costa una strada che nessuno di noi può usare (l’accesso è vietato, perfino ai pedoni), che serve solo ad alcune aziende del marmo ed insiste su una proprietà privata? Questi costi, non dovrebbero coprirli gli utilizzatori? O dobbiamo, in piccolo, ripetere l’errore della strada dei marmi, usata solo dagli imprenditori del settore, ma pagata dai cittadini di Carrara che così è diventata uno dei comuni più indebitati d’Italia? Non sarebbe ora di far pagare i costi alle aziende che usufruiscono del servizio fornito?

In conclusione, i carraresi hanno già preso abbastanza fregature. Per risolvere i disagi dei cittadini, che hanno il sacrosanto diritto di respirare un po’ d’aria pulita, basterebbe nebulizzare acqua lungo tutta la strada, prescrivere il lavaggio dei camion in uscita dalle aziende del marmo e limitare drasticamente la velocità. Semplice ed economico: Perché non farlo?

Carrara, 7 maggio 2016
Legambiente Carrara
 



Per saperne di più:

Sull’area di Villa Ceci:

Dopo l’alluvione. Villa Ceci: adesso il Parco!  (7/1/2015)

Strada d’emergenza in Villa Ceci: chiediamo garanzie  (13/11/2014)

Taglio del bosco di Villa Ceci: il Comune deve intervenire  (10/6/2013)

Taglio dei pini a Villa Ceci: come sbagliare anche operando bene  (7/2/2013)

Legambiente presenta un mare di osservazioni alla variante al Piano Strutturale (29/3/2010)

Cemento o Parco a Villa Ceci? Il sindaco gioca sulle parole? (25/10/2008)

Cemento in vista: per il candidato sindaco Zubbani il piano strutturale è solo “lacci e lacciuoli” (3/3/2007)

 

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