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Stati Generali Apuane: intervento di Antonio Dalle Mura

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Incontro nazionale:
  Pietrasanta, 14 maggio 2016

 

Antonio Dalle Mura

Consigliere nazionale di Italia Nostra
 
(sintesi dell’intervento)
 
 

La manifestazione odierna segna un grande successo per le Apuane: per aver coinvolto –sia a livello nazionale che locale– tutte (o quasi) le associazioni che hanno per fine la tutela dell’ambiente, del territorio e dei nostri monti e per aver sollecitato, alla difesa della nostra terra, grande partecipazione ed interesse.

Si può dire che il “Coordinamento per le Apuane” e questa manifestazione siano nati dalla conferenza stampa che, nel febbraio del 2015 alle “Giubbe Rosse” a Firenze, vide, per la prima volta, tante associazioni unite, a tutti i livelli, per difendere il Piano Paesaggistico (e le Apuane, soprattutto) dagli attacchi di imprenditori/prenditori, i cui interessi, troppo facile e troppo rumorosa “voce” avevano purtroppo in Consiglio Regionale.

Possiamo dire che il “Coordinamento delle Apuane”, nato dalla lotta intrapresa allora, vuole oggi, lontano da inutili e talvolta sconsiderati e controproducenti estremismi, applicare concretamente regole e strumenti che il Piano fornisce a tutela del territorio e delle Apuane.

D’altra parte, la bontà e l’importanza di questo Piano, qualora ve ne fosse bisogno, è testimoniata dall’attacco che ad esso rivolgono gli industriali del marmo che, volendo continuare a godere di quella mano libera e di quella connivenza che hanno sempre trovato negli enti pubblici, anche in quelli deputati alla difesa delle Apuane, ne chiedono con insistenza l’impugnazione.

Ma le Apuane non sono solo marmo: sono uno scrigno di tesori che attende di essere aperto, che lo sfruttamento selvaggio e illimitato del marmo e del carbonato di calcio sta distruggendo. Ci rubano i monti abbattendo cime e sconvolgendo crinali e cavità carsiche, minacciano la sopravvivenza di rarità naturalistiche di singolare bellezza che solo qui hanno trovato dimora; distruggono e sconvolgono l’assetto idrogeologico di un territorio tanto delicato, minacciando la sicurezza e la vita di popolazione e città. Non è un caso –e non se ne può dare la colpa solo alle mutate condizioni meteo-climatiche– se nel trentennio che va dagli ani ’50 agli anni ’80, Carrara (limitandoci a citare Carrara) ha subito una sola alluvione e, nel trentennio successivo, ne ha subito una quindicina. E non è neppure un caso l’elevato numero di lavoratori che hanno trovato la morte nella lavorazione del marmo.

La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo e del territorio e non di chi, uomo e territorio, sfrutta; deve procurare ricchezza e benessere a tutti e non povertà al paese e smisurati guadagni a pochi che, non contenti dello sfruttamento sfacciato e incontrollato di cui hanno finora goduto, vogliono addirittura essere proprietari dei nostri monti, per sentirsi ancor più legittimati nelle loro pratiche di rapina.

Noi vogliamo che l’estrazione del marmo sia limitata, regolamentata e controllata dalla comunità a cui appartiene e che sempre ha pagato, e duramente, i costi della ricchezza di pochi.
Cessi l’escavazione nel Parco. Salviamo i nostri monti dallo scempio: cimature di vette, come quella delle Cervaiole, non si ripetano più e rimangano come monumento alla vergogna di chi le ha perpetrate.

La manifestazione odierna, così vivamente partecipata, ci dice che le Associazioni non sono sole in questa lotta: sono le popolazioni che oggi si battono e in questa lotta trovano sponda, finalmente, nei Sindacati e in tutti i cittadini che vogliono il rispetto dei propri diritti.
E si ricordi che le Apuane non sono solo marmo. Altre sono le ricchezze che possono donarci.
 



Per saperne di più:

ATTI dell’incontro Stati Generali delle Alpi Apuane  (14/5/2016)

 

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