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Legambiente nazionale chiede una legge che stabilisca la proprietà pubblica dei beni estimati

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Roma, 24 febbraio 2017

Al Presidente della Commissione “Territorio, ambiente e beni ambientali”
del Senato della Repubblica
Giuseppe F.M. Marinello

Al Presidente della Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici
della Camera dei Deputati
Ermete Realacci

Oggetto: i beni estimati di Carrara patrimonio indisponibile della collettività

 

Onorevoli Presidenti,

il 24 novembre 2016, l’Antitrust, rispondendo a un esposto sulla questione dei beni estimati, inviatole da una consigliera comunale (Claudia Bienaimé), ha fatto pervenire al Comune di Carrara e agli Uffici competenti di Camera e Senato, una comunicazione (pubblicata nel Bollettino n. 3 del 30 gennaio 2017) di estrema rilevanza per la cittadinanza toscana tutta.

L’Antitrust ha cioè chiarito che l’Amministrazione Comunale di Carrara deve assegnare le concessioni alle cave di marmo con gara ad evidenza pubblica e che la durata delle concessioni medesime deve essere definita in modo rigoroso e ragionevolmente breve («senza rinviare per tempi eccessivamente lunghi il confronto concorrenziale»). Ha inoltre affermato in modo inequivocabile che l’esistenza di una commistione tra agri marmiferi comunali e beni estimati «nell’ambito di stesse porzioni di territori comunale determina insormontabili difficoltà per l’applicazione, da parte dell’ente locale, di un corretto regime concessorio in ordine al diritto di sfruttamento delle cave, e ostacola per questa via l’istaurarsi delle necessarie dinamiche concorrenziali sui relativi mercati».

Sulla base di tale premessa, “(…) l’Autorità auspica un intervento del legislatore nazionale al fine di risolvere gli impedimenti al corretto dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali, garantendo, attraverso un rapido esercizio delle proprie competenze in materia di ordinamento civile che riconduca i beni estimati ai beni del patrimonio indisponibile del Comune di Carrara, che le aree estrattive interessate alla compresenza di beni estimati ad agri marmiferi possano essere complessivamente sottoposte a procedure concorsuali per la selezione del soggetto affidatario della concessione”.

Che i beni estimati siano ricondotti al patrimonio indisponibile del Comune di Carrara è di fondamentale importanza per il perseguimento dell’interesse generale, dal momento che, proprio per la coesistenza nella stessa cava di porzioni di agri marmiferi comunali e beni estimati, il Comune è impossibilitato a mettere a gara le concessioni, con grave danno economico per la collettività.

Per superare questa difficoltà, d’altra parte, la Regione Toscana, con la LR 35/2015 era già intervenuta meritoriamente sui beni estimati, riconducendoli al patrimonio indisponibile del Comune di Carrara (art. 32, comma 2) ma, a seguito di un ricorso del Governo, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 228/2016, ha sancito la non competenza della Regione a legiferare su una materia che è invece esclusiva del legislatore nazionale.

Si evidenzia, peraltro, che il riconoscimento della proprietà pubblica di tutti gli agri marmiferi consentirebbe al Comune di procedere a una razionalizzazione dei bacini estrattivi, premessa indispensabile per una maggiore sicurezza nelle lavorazioni di cava e per un regime di più stringente tutela degli ecosistemi apuani.

Tutto ciò considerato, Legambiente chiede alle Signorie Loro di accogliere l’invito dell’Autorità Antitrust, proponendo un provvedimento legislativo che riconduca i beni estimati al patrimonio indisponibile del Comune di Carrara e, quindi, in buona sostanza della collettività.

Distinti saluti.

La Presidente di Legambiente
Rossella Muroni



Per saperne di più:

Su cave, usi civici, beni estimati:

L’Antitrust sui beni estimati: il re è nudo! (4/2/2017)

Scippo dei beni estimati: la Regione inserisca subito le cave nella categoria delle miniere  (25/10/2016)

 La sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso del governo contro la L.R. n. 35/2015 sulle cave (80 KB)

Beni estimati: l’udienza alla Corte Costituzionale (VIDEO 20/9/2016)

 Corte Costituzionale, ricorso Stato contro Legge regionale 35/2015 sulle cave (beni estimati): la difesa della Regione (20/9/2016, 21 MB)

Videointervista al prof. Paolo Maddalena: i beni estimati e le cave apuane sono proprietà collettiva (15/9/2016)

Respingere l’usurpazione dei beni estimati: lettera aperta al giudice  (22/6/2016)

Usi civici e cave: osservazioni alla proposta di legge regionale  (16/10/2013)

 Usi civici e cave: osservazioni alla proposta di legge regionale – ALLEGATO TECNICO-GIURIDICO (14/10/2013) (84 KB)

 La proposta di legge regionale sugli usi civici (ottobre 2013, 92 KB)

Esposto per il riconoscimento delle cave come beni comuni (5/10/2005)

 

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