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Nuovo impudente assalto alla cima del M. Bettogli

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Comune di Carrara:
–   Sindaco, Francesco De Pasquale
–   Assessore all’Ambiente, Sarah Scaletti
–   Assessore al Marmo, Matteo Martinelli
–   Dirigente Marmo e Ambiente

Regione Toscana:
–   Presidente, Enrico Rossi
–   Ass. Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli

 

Oggetto:  Osservazioni al piano di coltivazione della cava 102-Calocara A (Gemignani e Vanelli Marmi srl), coordinato con le cave Poggio Silvestre e Bettogli-Zona Mossa

 

Premettiamo che non ci è stato possibile esaminare l’intera documentazione, poiché diversi file scaricati dal sito del Comune erano danneggiati e non recuperabili (relazione tecnica, relazione geologica, piano di gestione dei rifiuti estrattivi, piano di gestione emissioni e Tav. 2, 3, 4 e G1).

Tuttavia il piano, presentato a seguito della bocciatura del piano precedente, è talmente spudorato che la documentazione leggibile è già più che sufficiente per respingerlo: ci limitiamo pertanto ad una sola osservazione, di carattere paesaggistico.

 

La cava ci riprova: nuovo assalto alla cima e al crinale

 

In mancanza della relazione tecnica, le informazioni sul piano di coltivazione sono state desunte dalla relazione paesaggistica (par. 9 – Caratteristiche del piano di coltivazione) e dalle Tavole 4 (Planimetria attuale febbraio 2019) e 5 (Planimetria stato di progetto).

Concentriamo l’attenzione sulla parte vicina alla cima del M. Bettogli. Nel ‘Cantiere Superiore Diaframma’ è previsto il proseguimento delle operazioni di bonifica: partendo dalla quota di circa 663 m s.l.m., si imposterà un ulteriore gradone alla quota di 667 m circa da cui, per rimonte ed avanzamenti successivi, si eseguirà la gradonatura in cascata, anche nel ‘Cantiere Superiore Parete Nord’ a partire dalla quota di 694 m s.l.m. circa.

Negli abbattimenti delle parti alte del massiccio i volumi potranno essere asportati mediante tagli o disgregati mediante esplosivo, per accelerare gli interventi (in larga parte improduttivi).

Sebbene la relazione ometta pudicamente di farlo notare, la sommità della parete del gradone a quota 694 m raggiunge la quota 700 m, si trova cioè a soli 2,4 m dalla cima del M. Bettogli, com’è desumibile dalla Fig. 1C.

Al confronto del crinale ovest del M. Bettogli, tuttavia, la cima può considerarsi fortunata: la sommità della parete del gradone di quota 688 m, infatti, corre tra le quote 694 e 695 m, sfiora cioè il crinale stesso (che è più alto di appena 40-60 cm); tale stretta vicinanza è visibile nelle Fig. 1C e 2.

 

Fig. 1. Planimetria della cava Calocara A (tratta dalle tavole progettuali e colorata per renderne più immediata la comprensione). A: stato attuale (febbraio 2019). B: previsioni del progetto respinto nel dic. 2018: taglio della cima del M. Bettogli e di parte del crinale. C: il nuovo piano d’escavazione non prevede il taglio della cima, ma i nuovi gradoni a salire arriverebbero quasi a toccarla (se ne salverebbero solo 2 metri e 40 cm); la sommità della nuova parete di cava sul fronte nord sfiorerebbe il crinale, lasciandone in posto solo 50 cm).

 

Fig. 2. Sezione di progetto, trasversale al crinale, della cava Calocara A. In giallo i volumi di cui è prevista l’asportazione.

 
Va segnalata inoltre l’incongruenza tra i dati illustrati nelle planimetrie (Fig. 1 e 2) e la fotosimulazione presentata nella Tavola 8 (qui riportata nella Fig. 3), dalla quale si ricava, a prima vista, l’impressione di assenza di impatto paesaggistico, tanto da far pensare che, per errore, sia stata inserita come fotosimulazione la stessa foto della situazione attuale.

A ben guardare, tuttavia, si notano effettivamente aree escavate (1, 2 e 3), ma spicca per la sua assenza la rappresentazione dell’intervento più impattante dal punto di vista paesaggistico: lo scavo dei gradoni le cui pareti arrivano a lambire la cima e il crinale del M. Bettogli (4).

È da augurarsi che si tratti di una dimenticanza, seppur incredibile, poiché l’omissione intenzionale sarebbe gravissima. Tuttavia, riesaminando la fotosimulazione del progetto respinto nel dicembre 2018, si nota anche in essa la mancata rappresentazione del taglio della cima e di parte del crinale.

Poiché i due progetti differiscono per le porzioni di monte asportate, le due fotosimulazioni dovrebbero essere diverse. Il fatto che in entrambi i casi sia stata omessa la visualizzazione dei tagli più impattanti depone per una manipolazione intenzionale, sufficiente di per sé a respingere seccamente il piano.

 

Fig. 3. A: vista attuale (da nord) del versante del M. Bettogli. B: fotosimulazione al termine del progetto d’escavazione. La prima impressione è l’assenza di cambiamenti ma, a ben guardare, si notano le incisioni 1 e 3 e l’arretramento della parete 2. Sorprende, però, che non sia stato rappresentato l’intervento più imponente e impattante: l’escavazione del versante nord (4), le cui pareti verticali arrivano a soli 2,5 m dalla cima e a soli 50 cm dal crinale. Fonte: tavola progettuale 8: numeri, frecce e segni grafici (approssimativi) sono stati aggiunti da Legambiente.

 

A prescindere dall’intenzionalità o meno, comunque, sono tendenziose e inaccettabili le conclusioni della relazione paesaggistica che, nonostante l’assalto alla cima e al crinale, considera «modesto, moderato sulle aree a nord prive di centri abitati» l’impatto sull’assetto percettivo, scenico o panoramico.

In poche parole, sebbene il progetto precedente fosse stato respinto per motivi paesaggistici, la cava Calocara A, ha avuto la spudoratezza di presentarne uno molto simile. Riteniamo pertanto che anche il nuovo progetto sia da respingere per gli stessi motivi del precedente: non è certamente con l’espediente di lasciare intatti pochi centimetri di crinale, infatti, che si può considerare soddisfatto l’obiettivo del PIT-PPR di salvaguardia di cime e crinali.

Carrara, 6 giugno 2019
Legambiente Carrara
 



Per saperne di più:

Bettogli: prevale il buonsenso, la cima è salva, respinto il ricatto occupazionale  (17/12/2018)

Giù le mani dalla cima del Monte Betogli  (21/11/2018)

Il bacino estrattivo di Torano: spunti per una pianificazione integrata  (3/5/2018)

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