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Piante ornamentali



 
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Sezione di ago di pino vista al microscopio.

Perché il progetto

 

Quanti carraresi, passando accanto ai due canfori a lato del municipio, li hanno riconosciuti? Quanti di noi saprebbero dire anche solo il nome degli alberi che incontriamo tutte le mattine, magari da anni, lungo la strada che ci conduce a scuola o al lavoro? Posti di fronte a questa domanda, molti scoprirebbero che le loro conoscenze di botanica vanno poco più in là della distinzione tra ‘alberi’, ‘erbe’ e ‘fiori’.

Si tratta solo di scarsa conoscenza oppure mancano curiosità, spirito di osservazione e sensibilità? L’impressione che le piante non abbiano nulla da comunicarci può forse dipendere dalla nostra indisponibilità ad ascoltarle? Ma come farlo, senza conoscere il loro linguaggio?

Perché allora non dare loro voce e provare il piacere di stupirci dell’infinità di sorprese che anche la pianta più umile sa riservarci? Perché non cogliere l’occasione di fare conoscenza con gli alberi che incontriamo ogni giorno? Non è forse la conoscenza il primo passo per l’amicizia e per una comunicazione più profonda?

Per instaurare concretamente questo canale di dialogo, però, la classica targhetta identificativa utilizzata negli orti botanici (contenente il nome scientifico e volgare della specie, la zona geografica d’origine e poco altro) non è il mezzo adeguato.

L’aspetto di ogni pianta, infatti, muta al trascorrere delle stagioni; non è quindi possibile osservare contemporaneamente le varie fasi del ciclo vegetativo (foliazione, fioritura, fruttificazione, disseminazione, spoliazione): ci vorrebbe una targhetta magica che si trasformasse in una guida illustrata!

Esempio di cartellino identificativo

 
 
 

Ed ecco realizzata l’idea: una targhetta con l’indirizzo web della specie per consentire a chi lo desideri di visualizzare all’istante la relativa scheda informativa.

 
 

Le schede: cultura piacevole, a tutto campo

 

Le schede informative utilizzano un linguaggio che, pur mantenendone il rigore e la correttezza, si discosta nettamente da quello arido e pedante che caratterizza tanta tradizione scientifica. Rivolgendosi a un vasto pubblico, utilizza termini comprensibili e compie frequenti incursioni nei più diversi campi del sapere per trasmettere una dimensione culturale, una passione, anziché un freddo bagaglio nozionistico.

Così, ad esempio, nella scheda, la magnolia ci racconta un passato in cui popolava l’Europa, la deriva dei continenti, il suo arretramento dinanzi all’avanzata dei fronti glaciali, la sua estinzione nel nostro continente; il suo fiore spiralato e primitivo ci riporta all’evoluzione delle strutture riproduttive vegetali; il candore dei suoi petali ci fa sconfinare nelle leggi fisiche della rifrazione della luce; l’assenza di nettàri ci spiega perché l’impollinazione è attuata da insetti primitivi quali i coleotteri; il rosso vivo dei suoi semi ci rimanda alla differente percezione dei colori tra uccelli e insetti; il suo nome è un esempio della tradizione di onorare insigni studiosi.

Analogamente, gli anelli di crescita della sequoia sono paragonati a un archivio di bollettini meteorologici del passato; il pino mostra come, dietro alla quiete del mondo vegetale, possa nascondersi una spietata guerra chimica; con la Cycas, vero fossile vivente che sperimentò il morso dei dinosauri, compiamo un excursus su alcune fondamentali ‘invenzioni’ del mondo vegetale; l’arrossamento autunnale delle foglie dell’acero è spiegato come conseguenza del recupero e riciclaggio di sostanze nutritive; il leccio suscita una riflessione sulla fragilità che può sottostare a un’apparente immortalità; il bosso rende ragione del perché, attorno al Mar Caspio, sia stato abbandonato l’allevamento del cammello; la camelia fornisce un pretesto per chiedersi perché i boccioli fiorali e i frutti acerbi siano verdi; la forma della corolla del velenoso oleandro chiarisce perché si può tranquillamente mangiare il suo miele senza timore d’avvelenamento; l’eucalipto è paragonato a una pompa biologica, utilizzata nella lotta alla ‘mal-aria’ nonostante gli erronei presupposti del suo utilizzo; le foglie aghiformi dei cedri ne motivano la sensibilità all’inquinamento atmosferico; l’eterofillìa dell’agrifoglio (foglie diverse, spinose e non, sulla stessa pianta) illustrano il principio dell’economia vegetale nell’autodifesa dal morso degli erbivori; il pittosporo sollecita una riflessione sulla banalizzazione del paesaggio vegetale indotta dall’abuso di piante esotiche; la palma da datteri è un’occasione per disquisire sulla scoperta della sessualità nelle piante e così via: ogni specie ha le sue sorprese.

Il nome di ciascuna pianta non è mai privo di significato; la sua lettura, anzi, fornisce sempre informazioni su di essa ed è spesso fonte di sorpresa. Da qui la costante attenzione prestata, per ogni specie, alla ricerca etimologica, onde svelare i segreti celati dietro il nome scientifico, apparentemente astruso.

Non sono naturalmente trascurate le proprietà tossiche e medicinali, gli usi del legno, il posto rivestito dalle piante nelle antiche tradizioni e religioni, gli usi alimentari e una moltitudine di altre curiosità.

L’intento dello stile ‘spregiudicato’ e vivace utilizzato nelle schede è far sì che una normale passeggiata nei nostri parchi, giardini, viali, senza perdere la sua dimensione estetica e ricreativa, divenga anche occasione per un piacevole arricchimento culturale, uno stimolo a ulteriori approfondimenti, un momento di verifica del proprio modo di porsi nei confronti della natura.

In coda a ogni scheda è riportata una mappa in cui è indicata, con appositi segnaposti, l’ubicazione degli esemplari che, per una ragione o l’altra, sono meritevoli di segnalazione.

 

Ti piace? Porta pazienza

 

Il progetto è il frutto di una convenzione tra il Comune di Carrara e Legambiente Carrara.

La redazione delle schede richiede un lavoro estremamente impegnativo, sia di ricerca bibliografica, sia sul campo, per fotografare i dettagli di ciascuna specie (pianta, foglie, fiori, frutti, semi, ecc.) nel corso delle stagioni. Il completamento del progetto richiederà pertanto diversi anni.

È già possibile, tuttavia, iniziare a fruire delle schede pronte, alle quali se ne aggiungeranno altre man mano che saranno completate. Per essere prontamente informati dell’uscita di ogni nuova scheda basta richiederlo a info@legambientecarrara.it. Al termine di ogni scheda sono indicate le modalità con le quali i cittadini possono dare la loro collaborazione.

Salvo diversa indicazione, tutte le foto sono originali, appositamente realizzate per illustrare i dettagli commentati nel testo.

 

Schede pubblicate

Nome volgare Nome scientifico Famiglia
Magnolia Magnolia grandiflora Magnoliaceae
Cedro

Cedro del Libano

Cedro dell’Atlante

Cedro dell’Himalaya

Cedrus

Cedrus libani

Cedrus atlantica

Cedro dell’Himalaya

Pinaceae

 

Schede di prossima pubblicazione

Nome volgare Nome scientifico Famiglia
Canforo Cinnamomum camphora Lauraceae
Leccio Quercus ilex Fagaceae
Platano Platanus Platanaceae
Platano orientale Platanus orientalis
Platano comune Platanus hybrida
Alloro Laurus nobilis Lauraceae