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Lettera aperta al sindaco: ferma lo scandalo della cava Fossa Combratta

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Fossa Combratta: il progetto-beffa sostenuto dagli uffici comunali. Per rimuovere un piccolo ammasso instabile di 400 m3 (sopra) si realizzarebbe una maxi-cava da 58.000 m3 (sotto).

 
Lettera aperta al sindaco di Carrara
Francesco De Pasquale

 
 
Apprendiamo dalla stampa che la commissione paesaggistica comunale ha dato parere favorevole alla strada che sale sopra la cava Fossa Combratta finalizzata, a detta dell’assessore al marmo, a mettere in sicurezza il sito, sulla base di una prescrizione dell’ASL.

Si tratta, invece, se la notizia fosse vera, di un fatto scandaloso che solleva inquietanti interrogativi sull’operato degli uffici comunali e dell’ASL, e fa emergere un radicale voltafaccia o una totale incapacità della giunta comunale.

 

1° scandalo:
l’uso strumentale della messa in sicurezza 

 

Un mese dopo la frana di un ammasso roccioso nel luglio 2016, la piccola cava, in attesa del piano attuativo di bacino estrattivo (PABE), viene autorizzata per estrarre 1.370 m3 in tre anni, di cui 993 di detriti e 377 di blocchi: meno di un blocco il mese.

Nell’autunno 2017 l’ASL emana due provvedimenti di messa in sicurezza di un nuovo ammasso roccioso instabile, del volume di 400 m3. La ditta tenta il colpo grosso: deposita il progetto di una grande cava presentandola come progetto di messa in sicurezza.

È un tentativo spudorato di strumentalizzare le prescrizioni dell’ASL: col pretesto della messa in sicurezza, infatti, si aggirerebbe il limite massimo autorizzabile (1.370 m3) e si estrarrebbero ben 58.000 m3: una quantità che, al ritmo d’escavazione precedente, avrebbe richiesto oltre un secolo! Un inganno in cui non cadrebbe nemmeno un bambino.

 

2° scandalo:
l’entusiasmo degli uffici comunali e dell’ASL 

 

Il Parco delle Apuane, infatti, non si lascia ingannare: nelle tre conferenze dei servizi del 2018, rilevato che il progetto è quello di una cava (non di una messa in sicurezza), ritiene l’intervento ambientalmente non ammissibile, non rilascia la pronuncia di compatibilità ambientale e rinvia la valutazione a dopo l’approvazione del PABE.

Ciò che sorprende e scandalizza, invece, è l’entusiasmo dell’ufficio marmo e dell’Ingegneria mineraria dell’ASL, che sostengono a spada tratta il progetto e giungono a presentare, come mediazione, una vera beffa: autorizzare per ora una prima fase dell’intervento, scavando 26.000 m3 senza rimuovere il pericolo (rinviando questa operazione al termine della seconda fase).

 

3° scandalo:
il PABE elaborato contro le indicazioni del sindaco e del consiglio comunale 

 

Nell’agosto 2018 il sindaco dichiara in commissione marmo la volontà (ribadita nel dicembre 2018) di bloccare la cava Fossa Combratta e di escluderla dai piani attuativi di bacino estrattivo. Anche il consiglio comunale, nella seduta del 28 agosto 2018, approva un ordine del giorno che impegna l’amministrazione, in sede di pianificazione, a cessare ogni attività estrattiva nell’area e dà mandato agli uffici comunali a rappresentare la posizione del consiglio nella conferenza dei servizi.

Tali indicazioni politiche del consiglio sono state totalmente ignorate dagli uffici comunali: l’ufficio Marmo ha portato nella conferenza dei servizi una posizione opposta e, nella stesura dei PABE, gli uffici Urbanistica, Marmo e Ambiente hanno confermato le attività estrattive di Fossa Combratta. Si tratta di una scelta di particolare gravità, visto che la decisione di confermare o meno l’escavazione in un versante interamente boscato non è di natura tecnica, ma prettamente politica.

Nelle sue osservazioni ai PABE adottati, Legambiente ha chiesto di ritirare il PABE di Fossa Combratta, escludendovi l’attività estrattiva. Sappiamo bene tuttavia che, senza una ferma presa di posizione politica e misure conseguenti, le nostre osservazioni non saranno tenute in alcun conto.

 

4° scandalo:
la strada per la cava, sostenuta dalla commissione paesaggistica
e dall’assessore al marmo

 

I PABE e la grande beffa di una mega-cava spacciata per progetto di “messa in sicurezza” non sono ancora stati approvati, ma gli uffici comunali continuano a lavorare alacremente per la gioia del titolare della cava.

Sebbene sia insensato realizzare una strada funzionale alla messa in sicurezza di una cava il cui progetto è già stato bocciato dal Parco, sembra che la commissione paesaggistica abbia già dato parere favorevole alla strada.

Ancora più preoccupante è la dichiarazione dell’assessore al marmo che, derubricando il colossale scandalo della cava Fossa Combratta ad un semplice intervento di messa in sicurezza, equivale a un implicito sostegno al progetto del concessionario.

 

Chiediamo coerenza e fermezza:
togliere Fossa Combratta dalle aree estrattive

 

La vicenda di Fossa Combratta rende palese una situazione paradossale: gli uffici comunali e addirittura un assessore che fanno il bello e il cattivo tempo, in aperto contrasto con le indicazioni del sindaco e del consiglio comunale (che, peraltro, non fanno nulla per evitarlo). È in questo modo che la giunta intende governare il territorio?

Richiamandoci anche ai valori e ai principi dichiarati nel suo programma elettorale 2017, chiediamo al sindaco un deciso intervento, a partire dall’immediato ritiro del PABE di Fossa Combratta, per escludere definitivamente la cava dalle aree estrattive.

Crediamo sia un atto doveroso, anche per tutelare l’immagine e la credibilità della maggioranza e sua personale, che questa vicenda rischia di compromettere radicalmente.

Carrara, 13 dicembre 2019
Legambiente Carrara

 



Per saperne di più:

Sullo scandalo della cava Fossa Combratta:

Cava Fossa Combratta: vittoria, preoccupazione e speranza  (25/1/2019)

Fossa Combratta: rispettare le leggi e prevenire l’uso strumentale della sicurezza  (7/12/2018)

Cava Fossa Combratta: il progetto ridimensionato? È solo un’aggravante!  (7/12/2018)

La vera favola di cava Combratta  (VIDEO: 23/11/2018)

Cava Fossa Combratta: la vera posta in gioco dietro il pretestuoso alibi della sicurezza  (15/9/2018)

Cava Fossa Combratta: appello alle Istituzioni interessate  (31/8/2018)

Cava Fossa Combratta: non diventi la pietra dello scandalo  (7/8/2018)

Fossa Combratta: una cava da dismettere  (27/6/2018)

 

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