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Montagne in briciole: RAI 3 (geo) intervista E. Fontana

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Montagne in briciole

 
RAI 3 geo puntata 5/2/2024
intervista a Enrico Fontana
di Sveva Sagramola
 
(l’intervista inizia al minuto 157)

 
 

«Montagne in briciole»: le Apuane, ancora una volta, in onda sui canali RAI. Lunedì pomeriggio è stata la volta di Geo, trasmissione pomeridiana di Rai 3, condotta da Sveva Sagramola che ha invitato in studio Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio “Ambiente Legalità” di Legambiente nazionale.

«L’Istat sta aggiornando i dati, ma dall’ultima rilevazione sappiamo che in tutto lo Stivale erano oltre 3200 le cave attive, sparse sul territorio di 1667 comuni italiani, oltre ad altre 14.000 cave abbandonate», ha premesso Fontana. «Ogni anno si cavano dalla nostre montagne circa 62 milioni di tonnellate di materiale, come se riempissimo 50 Colossei. Tante ferite inferte a tutte le nostre montagne».

«Un caso esemplare di come purtroppo ci sono ferite nel territorio e non ci si preoccupa del presente e del futuro è quello delle Alpi Apuane che sono state caratterizzate da attività estrattive millenarie, che immaginiamo tutte legate al marmo di Carrara e alle produzioni artistiche. Ma la realtà – ha proseguito Enrico Fontana – è che oggi solo l’1% del marmo di Carrara è utilizzato per finalità artistiche e il 20% delle 5 milioni di t di marmo che vengono estratte ogni anno va  come pietre ornamentali nella realizzazione di appartamenti, case, ville, edifici pubblici, pavimentazioni e quant’altro. E il resto che fine fa? Si usa come carbonato di calcio, viene ridotto in polvere, arriva ad essere utilizzato nella cosmesi, nell’industria alimentare e persino nei dentifrici. Fa una certa impressione immaginare le Alpi Apuane scavate per questi scopi».

Alle domande di Sagramola, mentre sullo schermo passavano le immagini dei bacini carraresi e in particolare dei Bettogli, l’esponente di Legambiente ha ribadito la necessità di ridurre la pressione sulle cave: «Anche perché a pagare i prezzi spesso è l’ambiente: qui si producono attività che hanno forte impatto ambientale, con scarti di lavorazione, come la marmettola, che finiscono nei torrenti e nei fiumi, per di più in zone carsiche con una forte permeabilità. E quelle zone sono un Parco Regionale dove si vorrebbero aprire nuove cave in un parco». Fontana ha poi ricordato la mozione, approvata lo scorso dicembre dal Congresso Nazionale di Legambiente, proprio sul tema delle nostre montagne: «Ci si fermi un attimo, le Apuane sono un geoparco dell’Unesco, sono dentro la rete Natura 2000: un patrimonio assolutamente da tutelare».

La trasmissione di Rai 3 ha poi ricordato le inchieste condotte a Trento, sulle cave di porfido, dove è stata accertata l’infiltrazione della ‘Ndrangheta e la situazione dei Monti Tifatini, nel casertano, devastato da cave abusive e ancora le cave di pietra lavica nelle aree etnee.

L’intervista a Fontana si è chiusa sul tema della gestione delle cave al termine della loro “vita”: «Nelle leggi si dice che la cave vengono “coltivate”: si usa cioè una definizione che dà l’idea di qualcosa che dura nel tempo. La realtà, purtroppo, è che invece alla chiusura delle attività le cave vengono abbandonate e raramente si pensa al loro ripristino ambientale, ad una rinaturalizzazione o ad un loro riuso».
 

 

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