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La polizia municipale controlla davvero i camion del marmo?

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Il punto di partenza: la causa principale del PM10 sono i camion del marmo

Il punto fermo da cui partire per ridurre le polveri sottili è riconoscerne la causa, in modo da adottare misure efficaci per affrontarla. A dimostrare che la causa principale del PM10 di Carrara sono i camion del marmo basterebbe un solo dato: la media annua di superamenti del limite di legge per il PM10 è di 72 per la centralina di via Carriona (alla Lugnola), contro i 10 della centralina del Colombarotto (dietro il palazzo comunale). Le due centraline distano tra loro solo 200 metri, ma la prima è esposta al traffico pesante del marmo e la seconda no. Dunque i camion del marmo aumentano di 7 volte i superamenti del PM10. L’analisi statistica dei dati dimostra che:

  • il PM10 diminuisce nei giorni di sabato e domenica (giorni senza camion), mentre aumenta progressivamente nei giorni con traffico pesante;
  • i camion di granulati (completamente sigillati) sono quelli che diffondono meno polveri; i camion che diffondono più polveri sono quelli delle terre, seguiti da quelli dei blocchi e da quelli delle scaglie.

 

Altro punto fermo: i camion inquinano non tanto per i gas di scarico, quanto per la loro sporcizia

L’elevato contenuto di carbonato di calcio (polvere di marmo) nelle polveri sottili, riscontrato sia dalle analisi effettuate dalla coop. Ambiente (commissionate dal Comune) sia dalle analisi effettuate dall’università di Genova (commissionate dal tribunale), dimostra che le polveri sottili diffuse dai camion derivano solo per il 17% dai loro gas di scarico, mentre l’83% deriva dalla loro sporcizia (cassone, pianale, pneumatici) e dal carico trasportato(scaglie in cassone scoperto, fanghi persi dai cassoni non a tenuta). Le analisi, d’altronde, non fanno altro che confermare quanto già visibile ad occhio nudo (Foto 1-6).

Foto 1 e 2. A sinistra: rilascio di polveri dai blocchi, non lavati. A destra: rilascio di polveri dal pianale non lavato.
Foto 3 e 4. Rilascio di polveri da cassone di scaglie scoperto.
Foto 5 e 6. A sinistra: perdita di fanghi da cassone ma non a tenuta. A destra: polveri sollevate dal transito di un camion.

In conclusione, la misura principale per ridurre le polveri sottili deve essere la pulizia dei camion; ciò richiede l’adeguamento dell’impianto di lavaggio e controlli efficaci da parte della polizia municipale, proprio le misure che –inspiegabilmente– non si vogliono adottare.

 

Un breve passo indietro. Anni ’90: l’impennata del numero giornaliero di camion

Fino agli anni ’80 il traffico pesante del marmo era sopportabile: solo i blocchi, infatti, venivano portati al piano, mentre scaglie e terre restavano al monte, scaricate nei ravaneti. A partire dagli anni ’90 le scaglie di marmo (fino ad allora un rifiuto) diventano un vero affare poiché, macinandole, si ottiene carbonato di calcio micronizzato che trova molti impieghi industriali. Da quel momento inizia un intenso sfruttamento delle immense quantità di scaglie di marmo immagazzinate da decenni nei ravaneti. Si ha così un’impennata del numero di camion giornalieri (più che quintuplicato, visto che oltre l’80% dei camion trasporta detriti) che –per rumore, polveri, vibrazioni, traffico intenso– diventa incompatibile con la vivibilità urbana. Ciò fa scattare la protesta della popolazioneche, gradualmente, si organizza (nasce il comitato SOS Carrara) e si esprime con forza e tenacia (comunicati stampa, manifestazioni, esposti, incontri con l’amministrazione comunale, blocchi stradali…).

 

2005: l’ordinanza camion puliti

Il 21/1/2005 la Provincia, i comuni di Massa e di Carrara, le Associazioni datoriali (CNA, Confartigianato, API, Ass. Industriali), ARPAT e ASL firmano un protocollo d’intesa che prevede la pulizia delle strade, la riduzione delle polveri dagli impianti di frantumazione, camion con cassone a tenuta e coperti da telone, asfaltatura del primo tratto delle vie di cava e adeguati controlli, il tutto da attuarsi mediante emanazione di ordinanze e regolamenti. Il 16/9/2005 il comune di Carrara emana l’ordinanza n. 35457 (cosiddetta “Altieri”, poi aggiornata con l’ord. 16513/2006) che prevede:

  • per i camion di granulati e terre: copertura del carico e cassone a tenuta;
  • per i camion di scaglie e terre: il carico non dovrà superare il limite delle sponde del cassone e quest’ultimo non dovrà perdere fanghi;
  • pulizia di tutti i camion (cassoni e pianali);
  • obbligo di transitare nell’impianto di lavaggio (ad eccezione dei camion dei blocchi);
  • le aziende di frantumazione e di recupero delle terre: pulizia dei piazzali e delle strade d’accesso con spazzatrici; nebulizzazioni d’acqua e barriere frangivento perimetrali per evitare polveri; asfaltatura dei piazzali o installazione di impianti di lavaggio camion; vasche di decantazione delle acque;
  • per i titolari di cava: asfaltare il primo tratto della via d’arroccamento e mantenerlo pulito.

L’ordinanza affida i controlli alla polizia municipale, all’ARPAT e all’ASL (ciascuna per le proprie competenze).

 

2005-2007: l’ordinanza resta sulla carta

Nel frattempo, dopo anni di lotte, dal luglio 2005, entra in funzione la centralina della Lugnola che, nel 2006, registra 102 superamenti del limite di legge per le polveri sottili (PM10), contro i 35 annui ammessi dalla legge. Per il Comune diventa sempre più difficile continuare a negare il problema e accusare i cittadini di allarmismo e di isteria. Tuttavia, nonostante l’ordinanza, tutto resta come prima; in particolare, i camion continuano a transitare sporchi in maniera indecente e a diffondere e sollevare polveri. Perciò, ormai esasperati, a fine 2006 il comitato SOS Carrara, Legambiente, UPPI e altri cittadini –assistiti gratuitamente dagli avv. Macchiarini e Pasquali– aprono un procedimento giudiziario contro il Comune chiedendo, a tutela della salute, la nomina di un commissario ad acta che sostituisca il sindaco nell’adozione di misure antipolveri. Dalle testimonianze processuali rese da funzionari comunali e dalla polizia municipale emerge che fino ad allora (2007-2008) i controlli sui camion prescritti dall’ordinanza Altieri non sono stati effettuati; in poche parole, l’ordinanza era rimasta lettera morta. Il processo si conclude con l’ordinanza del giudice Bartolini (24/4/2008) che impone al Comune l’attuazione, in tempi stretti, di 11 misure: tra queste vi è l’istituzione di posti di controllo permanenti della polizia, per assicurare che i camion rispettino tutte le prescrizioni (compresa, dunque, l’ordinanza Altieri).

 

2008-2009: le richieste d’intervento alla polizia municipale

Anche l’ordinanza del giudice, tuttavia, resta inapplicata. Tra le altre inadempienze, pur essendo stata istituita una pattuglia permanente della polizia municipale a valle dell’impianto di lavaggio camion di Torano, questa si limita a controllare le infrazioni al codice della strada e non effettua i controlli sulle prescrizioni dell’ordinanza Altieri: così ogni giorno, sotto il naso degli agenti, transitano impunemente centinaia di camion che violano l’ordinanza. Nell’ottobre 2008, evidenziando questa situazione di illegalità, chiediamo alla polizia municipale di effettuare controlli sistematici (con particolare riguardo ai cassoni a tenuta) e di informarci il mese successivo del loro esito. Il 28/11/2008, non avendo ricevuto risposta, inoltriamo alla polizia richiesta di accesso sui controlli effettuati e sul loro esito. Il 17/1/2009 sollecitiamo la risposta, essendo ampiamente scaduto il termine di 30 giorni previsto dal D. Lgs. 195/2005. Nella sua risposta del 29/1/2009 il comandante Mazzelli ammette implicitamente che fino ad allora i controlli non erano stati effettuati, ma ci assicura che adesso sono iniziati, che avranno carattere saltuario ma non episodico e che i controlli degli sversamenti saranno necessariamente effettuati mediante inseguimento con auto civetta, non essendo possibile (a suo dire) fare altrimenti. Anche il sindaco Zubbani, al quale avevamo avanzato analoga richiesta, ci conferma che i controlli saranno effettuati mediante tallonamento dei camion e ci informa che per il rilascio delle nuove autorizzazioni sarà prevista l’autocertificazione di cassone a tenuta rilasciata da un tecnico abilitato (la risposta evasiva del sindaco). Il 20/3/2009 esprimiamo soddisfazione per l’inizio dei controlli da parte della polizia municipale, ma insoddisfazione per la scelta del metodo più inefficace e dispendioso (il tallonamento dei camion) e preoccupazione per il rinvio ad un tempo indeterminato dell’autocertificazione del cassone a tenuta. Superfluo dire che, come tante altre promesse del sindaco, anche questa ad oggi (2011) non è stata mantenuta. Intanto, però, i camion continuano a circolare sporchi e senza cassone a tenuta, le polveri sottili restano elevate e sindaco e polizia si mantengono impermeabili alle sollecitazioni (ad es. incuria di sindaco e polizia).

 

2010: sollecitazioni più incalzanti alla polizia municipale

Le violazioni dell’ordinanza comunale (scaglie che superano pericolosamente il bordo del cassone, camion sporchi, cassone non a tenuta) sono visibili ad occhio nudo. Così, vedere transitare ogni giorno centinaia di camion che violano queste prescrizioni è una chiara prova che la pattuglia permanente della polizia non svolge i controlli per i quali è stata appositamente istituita. La controprova è la grande efficienza della polizia –ben nota a tutti i cittadini– nel sanzionare gli automobilisti indisciplinati (sosta con ticket scaduto o fuori degli appositi spazi, ecc.). Dunque la polizia non è incapace: quando vuole sa essere molto efficiente! Nel nostro documento del 19/10/2010 osserviamo che il giudice aveva disposto l’istituzione di posti di controllo permanenti al fine di «verificare il rispetto di tutte le altre prescrizioni impartite» e ci chiediamo come mai la polizia non verifichi il rispetto dell’ordinanza comunale e perché non intenda dare il suo contributo alla riduzione delle polveri sottili. Il 22/10/2010, in una lettera aperta, facciamo osservare alla comandante della polizia municipale, Paola Micheletti, lo spaventoso livello d’inefficienza della pattuglia fissa nel controllo dei camion, avanziamo suggerimenti per controlli più efficaci e le chiediamo se la polizia riconosce o meno l’ordinanza comunale. Pochi giorni prima avevamo richiesto le sanzioni effettuate ai camion nel 2009 e 2010. Otteniamo una risposta elusiva che, comunque, conferma il numero irrisorio di camion sanzionati.

 

2011: ora basta! La polizia deve essere la prima a rispettare la legalità

Preso atto che Carrara continuava ad essere soffocata dalle polveri (Video: 2011, Odissea nelle polveri), che i camion continuavano impunemente a violare l’ordinanza comunale e che ogni nostra sollecitazione cadeva nel vuoto o rimbalzava su un muro di gomma, il 7/2/2011 chiediamo copia di tutti i verbali contestati ai camion nel 2009 e 2010 per violazioni all’ordinanza Altieri. L’esame dei verbali mostra che:

  • in tutto il 2009 sono stati multati per violazioni all’ordinanza comunale solo 68 camion (5,7 il mese, uno ogni 1923 transitati);
  • nel 2010 i camion multati sono scesi a 20 (1,7 il mese, uno ogni 6.763 camion);
  • le multe sono fortemente concentrate nel periodo immediatamente successivo ai nostri pressanti solleciti e scendono poi a zero per molti mesi consecutivi. È perciò lecito pensare che, in assenza di solleciti, la polizia non avrebbe comminato nemmeno una multa.

Ritenuto non ulteriormente tollerabile che la polizia chiuda gli occhi di fronte alle illegalità che transitano sotto il suo naso, chiediamo alla comandante un incontro finalizzato ad individuare un modo di operare che restituisca aria pulita ai cittadini e onorabilità alla polizia municipale. Non otteniamo nessuna risposta, né osserviamo alcun miglioramento nella pulizia dei camion. Perciò il 28/3/2011, all’incontro “I giovani, sentinelle della legalità. Le polveri sottili e gli effetti sul territorio” organizzato dalla Fondazione Caponnetto, presenti il sindaco e la comandante della polizia municipale, Legambiente interviene presentando un lungo elenco delle illegalità compiute dal Comune (raggruppate in sette categorie), pur attenendosi al solo campo delle polveri sottili. Tra queste viene evidenziato il comportamento della polizia che, nonostante la pattuglia fissa, non sanziona i camion che violano l’ordinanza comunale. Nel rinnovare la richiesta di incontro con la comandante, si chiede che questo sia allargato anche ai giovani che hanno seguito il percorso sulla legalità. Viene denunciato anche l’atteggiamento omertoso della stampa che, sebbene i dati fossero clamorosi (un vero scoop giornalistico) non aveva pubblicato nemmeno una riga del nostro comunicato sulle inadempienze della polizia. Nei giorni successivi, per contrastare il silenzio stampa, lanciamo su facebook una campagna di informazione e di adesione e diffusione, che riscuote un notevole successo. Il 3/4/2011 la trasmissione di Report (RAI 3) sulle cave, alla quale abbiamo collaborato, suscita scalpore denunciando una situazione intollerabile: tra l’altro, riprende la pattuglia della polizia che si limita a controllare i documenti ai camionisti senza verificare la pulizia dei camion e il rispetto delle altre prescrizioni. Non ottenendo nessuna risposta dalla polizia, il 3/5/2011 fotografiamo sistematicamente i camion poco dopo la postazione di controllo della polizia, documentando con tanto di foto che in un solo giorno ben 559 camion dovrebbero essere multati per violazioni all’ordinanza comunale (Tab. 1). Con l’occasione, rinnoviamo alla comandante della polizia la richiesta di un incontro (senza ottenere alcuna risposta).

Tab. 1. Numero di violazioni alle prescrizioni dell’ordinanza comunale 35457/2005 (colonne 2-7) riscontrate nel controllo fotografico di Legambiente il 20/4/2011, suddivise secondo il tipo di materiale trasportato (si vedano le foto allegate). Il calcolo dei camion multabili al giorno è ottenuto rapportando a 600 camion/giorno i dati relativi ai 176 camion controllati. Il trattino indica prescrizioni non pertinenti al tipo di camion. I numeri in grigio non rappresentano violazioni dell’ordinanza: essi non sono pertanto stati considerati nel calcolo dei camion multabili. L’ordinanza, infatti, non prescrive la copertura del cassone ai camion delle scaglie, né prescrive pneumatici puliti (ma solo l’obbligo di transitare nell’impianto di lavaggio).

Intanto chiediamo copia dei verbali della polizia relativi al primo quadrimestre 2011 e, nel nostro comunicato del 7/6/2011 li rendiamo pubblici. Ne emerge che:

  • il giorno dei nostri controlli fotografici (in cui abbiamo documentato 559 camion da multare), la pattuglia della polizia non ha comminato nemmeno una multa;
  • in tutto il primo quadrimestre 2011 sono stati multati per violazione dell’ordinanza comunale solo 8 camion.

Facciamo osservare che l’ostinata renitenza ad effettuare i controlli non giova all’onorabilità della polizia, che in questo modo la pattuglia rappresenta anche uno spreco di denaro pubblico e che il suo comportamento configura l’omissione di atti d’ufficio e il procurato danno erariale (per il mancato introito derivante dalle sanzioni non erogate). Per la prima volta, indirizziamo la lettera anche al rappresentante sindacale degli agenti, invitandolo a consigliare agli agenti il controllo rigoroso del rispetto dell’ordinanza sindacale, anche a tutela personale degli agenti stessi, ai quali potrebbero essere contestati reati di omissione di atti dovuti e di procurato danno erariale.

 

La querela e il video-verità

L’8/7/2011 documentiamo con foto 50 camion in un solo giorno con scaglie sporgenti dal cassone e rinnoviamo alla polizia la richiesta di un incontro. L’unica risposta alle nostre richieste di incontro è una querela per diffamazione aggravata (per la pubblicazione su internet dei nostri documenti), sporta dal sindacato della polizia municipale. Respingendo l’intimidazione, il 31 ottobre pubblichiamo il video-verità Alla polizia non piace l’ordinanza camion puliti: una documentazione schiacciante e minuziosa, quanto impressionante sulle violazioni dell’ordinanza: il video mostra oltre 255 violazioni il giorno, contro le sole 2 multe il mese elevate dalla polizia. Il mistero di questa clamorosa sproporzione è svelato dalle nostre riprese della pattuglia di vigili: controlli-lampo dei soli documentidi viaggio o una rapida occhiata al camion. Il guanto di velluto della polizia verso i camion del marmo è però compensato dal pugno di ferro verso gli automobilisti (3544 multa il mese).

 

Quadro riassuntivo: i numeri della vergogna

Nella seguente tabella riassuntiva, che viene periodicamente aggiornata, è riportato il numero di camion multati dalla polizia municipale per ciascuna violazione all’ordinanza comunale. Non si dimentichi mai che questi camion annui multati vanno confrontati con i 255 camion giornalieri da multare documentati dal nostro video Alla polizia non piace l’ordinanza camion puliti!

Tab. 2. Numero annuo di camion multati per ogni violazione dell’ordinanza comunale.
Nota (a): poiché un camion può cumulare più violazioni, il totale dei camion multati può essere inferiore alla somma delle violazioni.

 



Per saperne di più:

Sul mancato rispetto dell’ordinanza comunale da parte dei camion, per omessi controlli della polizia municipale:

Dopo il video sui controlli dei camion: nuova richiesta di incontro a sindaco e polizia (11/11/2011)

Alla polizia non piace l’ordinanza camion puliti (VIDEO) (VIDEO, 31/10/2011) durata: 20’ 39”

Camion con scaglie sporgenti: in un solo giorno 50 violazioni (come i camion multati in due anni e mezzo) (8/9/2011)

La querela a Legambiente: un passo falso che non giova alla polizia municipale (9/8/2011)

Controlli sui camion: Legambiente querelata per diffamazione dal sindacato di polizia (5/8/2011)

Controlli camion: persistono le omissioni della polizia municipale (7/6/2011)

Mancati controlli sui camion: l’assessore Dell’Amico smentisce il sindaco e se stesso (12/5/2011)

La polizia non controlla i camion? Ecco i nostri controlli fotografici (3/5/2011)

Incontro “giovani, sentinelle della legalità” sulle polveri sottili: l’intervento di Legambiente (28/3/2011)

Omessi controlli sui camion del marmo: Legambiente chiede un incontro alla comandante della polizia municipale (21/3/2011)

Ecco i dati dei controlli sui camion del marmo. La polizia chiude gli occhi? (21/3/2011)

Fanghi su via d’arroccamento: stavolta la polizia municipale merita un encomio (10/2/2011)

La polizia municipale controlli la pulizia delle vie d’arroccamento (8/2/2011)

Lettera aperta alla comandante: la Polizia municipale non riconosce l’ordinanza comunale? (22/10/2010)

Polizia municipale: perché non dà il suo contributo a ridurre le polveri sottili? (19/10/2010)

Ancora giornate di fermo camion, grazie all’incuria di camionisti, sindaco e polizia municipale (30/10/2009)

Cassoni a tenuta. La polizia ammette: per 3 anni nessun controllo; adesso iniziamo (col sistema più inefficace e ingiusto) (20/3/2009)

Controlli (non) effettuati sui camion: sindaco e polizia municipale sollecitati a rispondere (17/1/2009)

Mancati controlli sui camion: le responsabilità della polizia municipale (4/12/2008)

Controlli sui cassoni a tenuta: richiesta formale a sindaco e polizia (28/11/2008)

Richiesta alla polizia municipale: controllare il rispetto dell’ordinanza sui camion del marmo (11/10/2008)

La conferma più autorevole della mancata volontà di fare i controlli viene direttamente dalle risposte del sindaco e della polizia municipale:

Controlli sui cassoni a tenuta: ecco la risposta evasiva del sindaco (13/2/2009)

Controlli sui cassoni a tenuta: la risposta della polizia municipale (29/1/2009)

I video sulle cave e sulle polveri sottili:

Alla polizia non piace l’ordinanza camion puliti (VIDEO) (VIDEO, 31/10/2011) durata: 20’ 39”

La banda del buco (le cave di Carrara a Report) (VIDEO, 3/4/2011) durata: 20’

Fanghi di cava gratis su Miseglia (VIDEO 28/12/2010) durata: 10′ 26″

2011 Odissea nelle polveri (VIDEO, 4/2/2011) durata: 7’ 55”

Le polveri evitabili – 3. (quelle del sindaco) (VIDEO, 16/9/2010) durata: 18’ 05”

Le polveri evitabili – 2. L’impianto della vergogna (VIDEO, 25/8/2010) durata: 10’ 51”

Le polveri evitabili – 1. I camion del marmo (VIDEO, 25/4/2010) durata: 8’ 55”

I bisonti del marmo: polveri a volontà (VIDEO, 15/4/2010) durata: 7’ 13”

 


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